Come portare il doppiopetto: un’analisi

Parisian Gentleman

Come portare il doppiopetto: un’analisi

Gentlemen,

da quasi due anni noi di Parisian Gentleman lottiamo affinché il completo doppiopetto faccia il suo trionfale ritorno nel guardaroba degli uomini eleganti nella speranza che vi Abbandioniate all’elegante e valorizzante esperienza estetica del “double breasted suit” (abito doppio petto.)

Nell’ultima edizione di “The Rake”, Bruce G. Boyer –come già detto nell’articolo “Piccolo trattato di sprezzatura”, una vera e propria certezza in fatto di gusto e analisi del guardaroba maschile-mette decisamente i puntini sulle “i”, sfatando certe leggende metropolitane che vorrebbero limitare a certe precise morfologie maschili la possibilità di indossare questa meravigliosa tipologia di completo.

Riassumendo a grandi linee l’articolo comparso su “The Rake” (intitolato “Double Indemnity”), Mr. Boyer spiega come “nessun uomo dovrebbe aver paura di indossare il doppiopetto, qualunque sia la sua morfologia”, aggiungendo infine il salutare consiglio “if you like it, wear it!” (se ti piace, indossalo!).

La vera discriminante resta, al di là della vera e propria boccata d’aria fresca che è l’articolo di Boyer, però, la qualita del taglio, perché se v’è un elemento dell’abito maschile che non può assolutamente soffrire un taglio approssimativo, questo è proprio il completo doppiopetto, che altrimenti rischia di tramutarsi in un vero e proprio orrore visivo. Detto questo, poiché le maisons di prêt-à-porter sembrano anch’esse reinteressarsi in modo piuttosto marcato a questa tipologia di completo, rimane comunque possibile (con l’aiuto di un buon sarto) “aggiustare” la linea del proprio doppiopetto. Secondo Boyer, gli unici uomini ai quali sarebbe precluso un completo di questo tipo sono quelli che hanno delle anche MOLTO grandi.

Per una volta tanto, quindi, dimenticate tutte le regole per le quali, ad esempio, un uomo con problemi di linea dovrebbe evitare questo tipo di taglio, e fidatevi dei vostri occhi (per la linea) e delle vostre sensazioni (per il comfort) quando indosserete per la prima volta un completo di questo tipo.

Questo ritorno della “DB suit” richiede quindi, per aiutarvi nella scelta, una rapida analisi e un riepilogo dei differenti modi di portare questa tipologia, perché, nonostante l’idea comune, esistono diversi “modelli” di completo doppiopetto. Le principali differenze sono tutte legate al numero di bottoni presenti sulla giacca e, soprattutto, a quanti di essi svolgono un ruolo “attivo”.

Per quanto mi riguarda, sono un fervente adepto del classico “sei a due” (sei bottoni cuciti ma solo due allacciabili) come mostra l’immagine qui sotto.

Il “sei a due” presenta quindi sei bottoni, dei quali i due cuciti sul petto sono leggermente sfasati in modo da seguire la curva dei revers a lancia (peak lapels).

Altri due esempi di “sei a due” qui sotto.

Il secondo modello più comune è il “sei a uno”, che consiste dunque in sei bottoni (cuciti allo stesso modo che su un classico “sei a due”) ma dei quali solo il bottone più basso è da utilizzarsi. Questo stile di doppiopetto conferisce un tono più “casual” e tende a snellire la silhouette. Ecco un esempio:

Esclusi questi due modelli classici, numerose altre combinazioni restano possibili, alcune delle quali abbastanza eleganti altre invece decisamente discutibili.

Ecco un esempio di “quattro a uno”, ossia quattro bottoni dei quali uno solo attivo.

Poi il “quattro a due”, ossia quattro bottoni dei quali due attivi, cosa che implica, al contrario del “quattro a uno” dell’immagine sopra, l’allineamente dei bottoni, come in questo esempio (abbastanza casual).

Certe maisons propongono anche il “due a uno”, ossia due bottoni allineati orizzontalmente dei quali uno solo attivo.

Altre, invece, propongono dei addirittura dei modelli “sei a tre”. Si tratta di derive “fashion” di pessimo gusto: No comment.

L’ultima possibilità, questa però abbastanza riuscita, consiste nel proporre un classico “sei a due”, ma questa volta con allineamento perfetto dei bottoni superiori, come nella foto qui sotto.

Rimane dunque solo da fare la vostra scelta fra queste differenti tipologie, fidandovi soprattutto dei vostri occhi e non dei consigli dei commessi che cercheranno quasi sempre di convincervi che il completo che indossate vi si infila come un guanto (cosa peraltro pressoché impossibile prima di un ritocco, a meno che il completo non sia su misura).

E se volete lanciarvi nell’avventura senza però rischiare troppo, il nostro consiglio è di orientarvi verso un classicissimo, nonché molto elegante, “sei a due”.

A presto, HUGO