Come ho creato il mio guardaroba

Hugo JACOMET

Come ho creato il mio guardaroba

Dopo aver pubblicato, nel dicembre 2013, l’articolo “Consigli per creare il proprio guardaroba”, nel quale raccontavo il mio personale percorso sartoriale e le mie successive scelte nella costruzione progressiva d’un guardaroba suscettibile di rispondere perfettamente ai miei bisogni e ai miei gusti, ho ricevuto, senza sosta, domande e email da parte dei lettori di PG che richiedevano un continuo aggiornamento di questa cronaca, ovviamente personale e assolutamente soggettiva.

Mi sono deciso, quindi, a rispondere favorevolmente a queste domande e ad effettuare un aggiornamento di questo articolo, dato che, come immaginate, negli ultimi due anni non sono rimasto con le mani in mano. In effetti, ho considerabilmente arricchito (oserei dire) il mio guardaroba che, sebbene fosse già rispettabile all’epoca, soffriva di alcuni pezzi importanti, soprattutto in ciò che concerne quelli a uso specifico (abito estivo, abito formale, giacca sportiva invernale, cappotto).

Questa cronaca riprende dunque, con qualche dovuto aggiustamento narrativo, l’inizio dell’articolo iniziale e viene ad aggiungere cinque abiti bespoke, un abito MTM (su misura fatto a mano) e una giacca sport bespoke, che portano il mio guardaroba a quattordici pezzi (di cui tredici Bespoke tradizionali): dodici abiti e due giacche sport.

Bespoke CLoset (1)

Ho anche fatto realizzare allo stesso tempo, due cappotti bespoke, un cappotto MTM e un cappotto prêt-à-porter (ritoccato alle mie misure). Questi quattro cappotti saranno oggetto di un altro futuro articolo.

Tutto ciò, mi da l’occasione di ricordare rapidamente la differenza tra il bespoke tradizionale, il MTM (su misura) e il prêt-à-porter.

Un abito bespoke è un abito sempre realizzato da un vero sarto (e non da una fabbrica), sempre integralmente fatto a mano, implicando sempre la concezione modello unico e richiedendo sempre più prove. Un abito su misura (MTM) può essere realizzato quasi integralmente alla mano (come quello di cui vi parlerò nell’articolo), ma è fabbricato in una sartoria, piccola o grande, à partire di un modello già esistente che sarà adattato alle vostre misure. Implica una misurazione ma non sempre delle prove (a volte una prova, ma raramente di più).

Il prêt-à-porter, come indica il suo nome, è un abito a taglia (48, 50, 52) che potete acquistare e portare immediatamente e sul quale dei ritocchi, generalmente minori, possono essere necessarie.

Fatte queste piccole precisioni, riprendiamo il discorso principale dall’inizio.

Per molti di noi la scoperta del mondo dell’eleganza maschile fu un vero “shock”: la scoperta che qualche semplice nozione d’eleganza e un po’ d’educazione in materia potessero avere un impatto considerevole sul nostro modo di essere, la fiducia in noi stessi e, in fine, sulla nostra esistenza.

Passato lo “shock” iniziale della rivelazione sartoriale e le prime emozioni legate all’indosso di abito ben tagliato, ci ritroviamo velocemente confrontati alla spinosa questione della costruzione di un guardaroba degno di questo nome, e quindi all’altezza della nostra educazione e delle nostre nuove ambizioni in materia.
D’altro canto è interessante notare che questa questione concerne tutti, dai ragazzi di 20 anni che pensano al loro primo abito “da uomo” ai cinquantenni già proprietari d’un guardaroba business considerevole (ma acquistato senza alcuna educazione nel settore), e che spesso l’unica risposta possibile consisterà, qualunque sia la vostra età, nel (ri)cominciare da zero.

Sfortunatamente questo è il prezzo da pagare, oserei dire, per i gentiluomini che s’interessano nuovamente, ma con passione, alla propria eleganza personale e scoprono ben spesso con spavento che la maggior parte degli abiti che costituiscono il loro guardaroba “di marca” (acquistato due volte su tre dalle loro mogli) sono incollati, troppo grandi e mal tagliati…
Comunque niente panico, poiché se costruirsi un guardaroba di qualità può richiedere un po’ di tempo (e di denaro), ciò non rappresenta una prova insormontabile, soprattutto per chi prenderà il tempo di imparare le regole del vestirsi bene, specialmente in queste colonne.

Ovviamente, la nozione di guardaroba ideale non esiste poiché ciò dipenderà in gran parte dal vostro stile, della vostra professione e dalle normali condizioni climatiche (dipende se vivete a San Pietroburgo o a Miami, se siete sedentari o viaggiate molto).

Comunque, per provare a darvi qualche prima indicazione su questa complessa impresa, vi proporrò l’esempio che conosco meglio: il mio. Credo che il mio esempio, in effetti, sia in grado d’illustrare i miei propositi e che, tra l’altro, io abbia imparato abbastanza sull’argomento per pretendere di trarne qualche principio vincente.
Contrariamente à ciò che potreste immaginare, il mio guardaroba non è costituito da una miriade di abiti, ma da una ventina d’insiemi, tutti di alta qualità e meticolosamente scelti, di cui quindici pezzi bespoke.

Questi quindici abiti bespoke (di cui undici realizzati dalla Maison Cifonelli), hanno richiesto sette anni di lavoro e di pazienza. La scelta di ogni abito è stata oggetto di lunghe riflessioni e di discussioni con il mio sarto, credo, dunque, che potrà essere interessante per ispirarvi e trasmettervi i grandi principi che hanno guidato le mie scelte, specialmente in termini di cronologia d’acquisto.

Sia chiaro, qui la questione riguarderà il tipo di abito (taglio, colore) e non la qualità di fabbricazione, e i principi che saranno enunciati di seguito sono ugualmente validi per il prêt-à-porter.
Ho iniziato la ricerca della mia eleganza personale nel 2008 prendendo la decisione, dopo lunghi mesi di studio sull’argomento, di tentare l’avventura del bespoke tailoring e, dunque, di provare immediatamente sulla qualità estrema piuttosto che sulla quantità (concentrando il mio intero budget su uno o due abiti per anno, mai di più).

All’epoca della mia personale rivoluzione sartoriale possedevo un guardaroba classico, composto da numerosi abiti incollati prodotti da grandi marche. Dopo aver ampiamente studiato l’argomento, ho deciso di conservare un solo abito prêt-à-porter e mettere tutti gli altri, di cui alcuni prodotti da marche di reputazione mondiale, tra i rottami.

L’unico abito che mi resta di quel periodo è un abito della maison Smalto. Un bell’abito della gamma Francesco Smalto (all’epoca maison prêt-à-porter di altissima qualità) blu marino, semi-intelato, che ormai non indosso più (poiché quando si passa al bespoke è quasi impossibile fare marcia indietro) mais di cui il taglio e la tenuta hanno ben tenuto in tutti questi anni.

Abito numero 1 (ottobre 2008) : abito grigio « medio » – Cifonelli bespoke

Dopo lunghe discussioni Lorenzo Cifonelli, ho deciso, all’epoca, di cominciare… dall’inizio, cioè dalla quintessenza dell’abito classico: un abito grigio, due bottoni in bel tessuto misto lana Super 110s e cachemire (Drapers).

Ho scelto un grigio “medio” unito perché si tratta del colore più pratico che esista: non troppo scuro per non essere troppo formale, ma non troppo chiaro per non essere troppo casual.

Il risultato è un capolavoro sartoriale di una semplicità assoluta, senza tempo per essenza, che inizia il suo ottavo anno e che resta uno degli abiti che utilizzo di più!

Inoltre ho decido d’indossare quest’abito per il primo evento di presentazione e di dedica del mio libro nello showroom di Vitale Barberis Canonico in ottobre scorso, cioè esattamente otto anni dopo il suo acquisto (come potete ben vedere qui sotto).

VBC Parisian Gentleman Dédicace Milan 1

Dédicace Parisian Gentleman à Milan VBC

Costume gris moyen Cifonelli

Acquistato per 3800 euro all’epoca, quest’abito mi è costato “che” 480 euro per anno (40 euro al mese) e se continuo a trattarlo come si deve (cioè à mai portarlo due giorni di seguito, a metterlo sempre su di una gruccia dopo averlo indossato e di metterlo vicino ad una finestra per ventilarlo di tanto in tanto), penso che potrei darlo a mio figlio Greg tra una ventina d’anni.

Quest’abito è, secondo me, il primo da possedere in ogni guardaroba (in bespoke, MTM o in prêt-à-porter).

 

Abito numero 2 (maggio 2009) : abito grigio blu navy– Cifonelli bespoke

Per il mio secondo abito, ho scelto un altro grande classico: un abito doppiopetto blu scuro.

Realizzato in una versione classica 6 on 2 (sei bottoni di cui solo due attivi), una lana Super 110s (Drapers) abbastanza spessa (per un effetto impeccabile), quest’abito apporta grado di formalità supplementare rispetto al mio primo abito.

Ho proposto, all’epoca, di evitare le tasche con pattina e di preferire delle tasche à soffietto, cosa abbastanza inabituale per un doppiopetto.
Il risultato è un abito immacolato, dalla semplicità estrema, dai revers italiani molto ampi e dalla vestibilità eccezionale.

Dopo quasi sette anni di leale servizio (ho utilizzato molto quest’abito che, in questo momento è in “riparazione” da Cifonelli per un cambio di fodera), questa magnifica opera bespoke è ancora uno dei miei abiti preferiti e quello che ho scelto d’indossare alla fine del mese di ottobre scorso per il secondo evento di dedica del mio libro a Bucarest in Romania (come potete ben vedere qui sotto).

Arriving in Bucharest

Hugo in Bucharest

hugo jacomet

A meno di soffrire d’un sovrappeso eccessivo, l’abito doppiopetto è un must in qualunque guardaroba e dovrebbe essere considerato come tassello essenziale da possedere assolutamente.

Con questi due abiti, ho coperto già gran parte delle situazioni e delle occasioni della mia vita personale e professionale con un’eleganza discreta e classica. Una volta aver costituito lo zoccolo duro del mio guardaroba, ho deciso di fare realizzare un abito un po’ più elaborato.

 

Abito NUMERO 3 (Fébbraio 2010) : Abito tre pezzi con gilet doppiopetto, zampa di gallina – CIFONELLI BESPOKE

Con quest’abito, ho iniziato ha prendere delle decisioni stilistiche più raffinate e più personali: ho quindi preferito un abito, un bottone, tre pezzi con gilet doppio petto a sei bottoni, cucito in una lana Super 120s a motivo zampa di gallina (sempre Drapers, al quale resterò fedele per l’80% del mio guardaroba).

Ho scelto ugualmente dei revers italiani a punta (meno frequenti dei revers cran più classici per gli abiti due bottoni) per conferire all’insieme un carattere innegabile.

Il risultato è un abito molto particolare, dai revers interminabili e dal petto minuscolo che porto indifferentemente con o senza gilet. Il mio prima abito veramente “personale”.

Costume trois pièces pied de poule

Cifonelli Pied de Poule Gilet Croisé

Con questi tre abiti, sono ormai preparato per quasi tutte le situazioni della vita e il numero di combinazioni è già molto importante.

È ormai tempo di esplorare, usando la logica e il buon senso, il mondo dello spezzato e delle giacche spaiate per aggiungere maggiori possibilità al mio guardaroba.

 

Giacca NUMERO 4 (MAggio 2010) : VESTE SPORT GRIgia, REVERS bordati a contrasto – CIFONELLI BESPOKE

Con ormai già 3 abiti di alto livello e comprendo già le tre grandi figure dello stile maschile, il due bottoni, il doppiopetto e il tre pezzi, ho deciso di avventurarmi nelle terre meno codificate della giacca sport o spaiata.

Essendo cosciente che non avrei avuto i mezzi per offrirmi un vero abito da sera “black tie” prima di un certo tempo (in realtà mi ci sono voluti ancora cinque anni!), ho deciso di scegliere una giacca particolarmente elaborata e originale capace di diventare, di tanto in tanto, una giacca formale: una giacca grigia semi-intelata, un solo bottone, dai revers larghi bordati a contrasto grigio scuto (usando lo stesso tessuto della giacca), con i polsini bordati senza bottoni e con delle tasche applicate.

Un vestito sicuramente particolare che si rivelerà infine di una fantastica utilità poiché l’ho indossato, indifferentemente, su dei jeans selvedge, su dei pantaloni di flanella grigia con tasche cargo e anche su dei pantaloni neri in occasione di serate “black tie”.

william-skinner-and-hugo

Sport Jacket

Sono arrivato, quindi, al momento in cui ho potuto affinare i miei gusti e affermare le mie preferenze. Avendo avuto un’esperienza molto convincente e valorizzante con il mio abito sei bottoni, ho deciso di continuare sulla via reale del doppiopetto.

 

abito NUMERO 5 (FÉbbraio 2011) : abito doppiopetto, GRIgio Chiaro, PRINce de GALLES – CIFONELLI BESPOKE

Per equilibrare il mio guardaroba in termini di stagionalità, ho optato questa volta per un abito molto più leggero, sia nel colore sia nel tessuto, un Super 130s “Target” motivo Prince de Galles molto fine (Holland & Sherry). La mia idea era di creare un abito primaverile, da potersi indossare anche nel periodo estivo.

Di realizzazione molto classica, quest’abito doppiopetto presenta dei revers a punta molto ampi, un torace stretto in un puro stile Cifonelli e delle tasche a pattine realizzate leggermente in obliquo.

Una scelta che si è rivelata vincente poiché in assenza, all’epoca, di un vero abito estivo, questo doppiopetto molto leggero si è rivelato molto utile per i miei viaggi nei paesi caldi (Dubai, Hong Kong).

Cifonelli DB POW

Hugo and Sonya Duomo - Cifonelli Bespoke

Book Signing Hugo Jacomet Barcelona

Avendo ormai due abiti due bottoni (di cui uno con un gilet doppiopetto), due abiti doppiopetto e una giacca spaiata, un bottone, ho deciso ancora una volta di equilibrare il mio guardaroba aggiungendo un altro tre pezzi alla mia collezione.

 

abito NUMERO 6 (FEbbraio 2012) : abito TRe Pezzi BLU «tessuto a spiga» con GILET doppiopetto –  CIFONELLI BESPOKE

Notando, sulla mia silhouette, un impatto molto positivo delle giacche “un bottone”, ho pensato di continuare su questa via con quest’abito un bottone con gilet doppiopetto.

Realizzato in una superba combinazione di lana super 120s e cachemire blu con dei motivi a spiga (Drapers), quest’abito è montato con dei revers a cran molto alti, quasi al livello delle spalle. Alto poco meno di un metro e ottanta, ho imparato rapidamente, a mio vantaggio, tutti i metodi per apparire più slanciato, tra cui quella, particolarmente efficace, del cran del revers montato il più alto possibile.

Un abito molto particolare, dalla brillantezza naturale, che riservo soprattutto per le occasioni molto eleganti, anche se la versione senza gilet è più discreta. Questo sarà l’abito (realizzato quattro anni fa) che indosserò per i due prossimi eventi di presentazione del mio libro in Spagna, a Barcellona e a Madrid.

Costume trois pièces chevrons Cifonelli

Blue-3-Piece

Book Signing circulo equestre

Così sono arrivato al simbolico settimo tassello del mio guardaroba, quello che permetterebbe, virtualmente, di portare un abito bespoke differente ogni giorno della settimana e di scegliere, dato che tutti fondamentali sono coperti, d’affermare maggiormente il mio stile e i miei gusti personali con un terzo abito doppiopetto “con un twist”.

 

abito NUMERO 7 (Giugno 2013) : abito doppiopetto, grigio chiaro FIL A FIL – CIFONELLI BESPOKE

Questo settimo abito costituisce un abito cardine sul mio percorso bespoke, poiché sembra riassumere perfettamente i miei gusti e le mie convinzioni stilistiche personali. Mi ci saranno voluti quasi cinque anni e sette progetti bespoke tradizionali (attenzione, attività molto coinvolgente) per raggiungere questo stadio in cui ogni abito diventa una vera estensione della vostra personalità, oltre che ad essere una formidabile occasione per esprimersi.

Per questo settimo progetto, ho scelto un abito molto bello, il primo della mia collezione montato in 6 on 1 (sei bottoni di cui solo uno attivo), con dei revers molto larghi leggermente arrotondati che coprono quasi interamente il petto, del quale la punta tocca quasi la spalla.

Per preservare una linea impeccabile della giacca, è diventata una mia abitudine scegliere delle tasche a filetto senza pattina. Il tessuto è un a fil a fil classico di Drapers.

Adoro particolarmente la versione 6 on 1 della Maison Cifonelli, poiché il bottone attivo è cucito molto più in alto rispetto alle maison italiane, in modo da rispettare l’equilibrio della giacca e della sua apertura.

Croisé fil à fil Cifonelli

Croisé fil à fil Cifonelli 2

Croisé Fil à Fil Cifonelli

Con questo settimo personalissimo abito, ho avuto finalmente l’impressione di raggiungere un livello di guardaroba in bespoke suscettibile di coprire tutte le occasioni della vita correttamente con un buon equilibrio tra tutti gli abiti.

A questo punto della mia progressione, come già scritto nell’articolo originale, la “ragione” mi spinge a consacrarmi ormai a dei capi specifici, sia stagionali (abito estivo), sia occasionali (abito black tie). Pertanto, come potete costatare, ho lasciato stare, per qualche tempo, qualsiasi pensiero razionale per dedicarmi alla mia nuova passione: il doppiopetto in 6 on 1 (versione Cifonelli) che sarebbe diventato, secondo alcuni media, il mio abito distintivo (cosa che non mi dispiace affatto).

Avrei dunque fatto realizzare, colpo su colpo, due abiti da Cifonellu secondo lo stesso modello e anche utilizzarlo, un po’ più tardi, per un futuro abito formale.

 

abito NUMERO 8 (NOVEMBRE 2014) : abito doppiopetto, BLU « Medio » – CIFONELLI BESPOKE

Quest’ottavo abito, realizzato esattamente sei anni dopo i miei primi passi nel mondo del bespoke, sarebbe diventato immediatamente, uno dei miei abiti feticci che avrei portato, letteralmente, in ogni occasione (giorno, business, sera e anche blazer con un jeans) e durante ogni stagione (da settembre a giugno).

Realizzato in un magnifico tessuto lana e Kid Mohair di Vitale Barberis Canonico, e ornamentato da bottoni in corno con un marrone molto consistente, quest’abito è senza dubbio uno dei più comodi della mia collezione e quello dal quale inizierei se dovessi ricominciare il percorso sartoriale.

Come per gli abiti precedenti (e come per i prossimi) i revers, particolarmente imponenti e leggermente arrotondati, ricoprono quasi la totalità del mio petto.

Si tratta di una convinzione che adoro ma che, sicuramente, sarà apprezzata da tutti. A parte la questione dei miei gusti personali, questo tipo di revers (molto) generoso è guidato, per ciò che mi riguarda, da questi morfologiche. Avendo fatto molto sport tra i 35 e i 45 anni, ho una cassa toracica abbastanza sviluppata e una taglia relativamente fine. Il design di quest’abito, dunque, mi permette di rispettare la mia morfologia e di sentirmi particolarmente a mio agio, soprattutto anche grazie all’imboccatura delle maniche molto (molto, molto) alta.

Costume Bleu moyen croisé Cifonelli 1

strolling in bucarest

Renato Plutino and Hugo Jacomet

abito NUMERO 9 (FÉbbraio 2015) : abito doppiopetto, MARRONe A LINEe BLU – CIFONELLI BESPOKE

Continuando con la mia passione senza fine per gli abiti 6 on 1 di Cifonelli, e invece, come la mia ragione mi spinge, di lanciarmi nella realizzazione puramente estiva o di un “black tie”, ho deciso di seguire la mia ispirazione e di fare un terzo abito di fila partendo dallo stesso modello, ma scegliendo un colore nuovo per me: un tessuto Drapers (della magnifica collezione Blazon Super 140s, che consiglio vivamente, a tutti per la qualità e consistenza davvero “quattro stagioni”) a motivi Glen Plaid, marrone con una linea blu cielo.

Il design è praticamente lo stesso di uno dei miei precedenti abiti, anche se il colore e il motivo Prince de Galles apportano un charm particolare al modello, più “dapper” come direbbero gli iniziati.

Adoro quest’abito sia per il taglio molto ben aggiustato (Cifonelli standard), i suoi revers “folli” e il suo tessuto classico “con un twist” che costituisce il mio primo tessuto a motivi marcati della mia collezione (i precedenti motivi erano sempre più discreti e più fini). Cliccate sulle immagini qui sotto per rendervi ben conto del motivo del tessuto (da notare che l’auto dietro di me è una Bentley Mulsanne, che la Maison Bentley, partner puntuale di molti eventi di PG in Spagna, ha gentilmente messo a nostra disposizione per due giorni in occasione della presentazione del mio libro a Madrid. Un’automobile eccezionale sotto ogni aspetto).

Hugo & Bentley Croisé Marron

Hugo and Sonya Parisian Gentleman at Villa Cora in Florence

Mario Bemer + Jacomet Hugo

abito NUMERO 10 (MAggio 2015) : abito doppiopetto, azzurro – SANTANDREA MILANO SU MISURA

Essendo un adepto degli abiti bespoke tradizionali, per lungo tempo, ho avuto voglia di tentare l’esperienza di un abito su misura realizzato da una delle quattro grandi sartorie in Italia.

Ho approfittato di una mancanza cronica di abiti estivi (oltre alla mancanza di tempo giusto prima del Pitti Uomo estivo) per lanciarmi in quest’avventura, per me nuova, con Santandrea Milano.

Lo stupefacente tessuto utilizzato per questo bell’abito estivo particolarmente leggero è un Super 170s di Loro Piana, di un colore azzurro molto speciale (che tra l’altro mi ha permesso di ricevere tanti complimenti e domande). Devo ammettere di essere stato piacevolmente sorpreso dalla qualità di quest’abito realizzato in tempo record con una misurazione e un solo incontro per gli aggiustamenti, senza prova intermedia quindi, cosa abbastanza inabituale per me.

Il punto positivo? La tempestività, il tempo di consegna è stato diviso per 10 (quindi giorni invece di cinque mesi). Il punto negativo? L’imboccatura delle maniche, per definizione, meno alta e meno precisa che in bespoke e un’esperienza molto meno “spirituale”. Comunque una qualità indiscutibile. Perfetto per chi cerca un abito in poco tempo.

SantandreaMilano 1

SantandreaMilano 2

SantandreaMilano 3

Abito NUMERO 11 (giugno 2015) : abito un bottone, Blu elettrico – GIANNI CELEGHIN BESPOKE

Dopo aver, temporaneamente, saziato la mia fame di abiti 6 on 1 (con la vestibilità Cifonelli, in particolare), ho deciso, infine, di lanciarmi nella realizzazione di un “vero” abito estivo in bespoke, cioè un abito riservato ai mesi più caldi dell’anno e solo per quelli.

A dire la verità, non posso affermare di “aver deciso”, poiché durante la mia visita all’atelier del favoloso sarto Gianni Celeghin (stabilito a Legnano, a 50 kilometri di Milano) organizzata per il mio libro “The Italian Gentleman”, ho avuto un fortissimo colpo di fulmine per il lavoro di questo sarto di “più o meno” 80 anni (utilizzando le sue parole) e per un tessuto Drapers che mi ha lasciato sbigottito: un blu elettrico (cioè un blu molto potente e visibile) della formidabile gamma “Greenhills” Super 160s realizzata da Vitale Barberis Canonico.

Due prove più tardi, fine giugno 2015 (appena dopo il Pitti Uomo estate), sono diventato il felice proprietario di un abito estivo ultra leggero, con dei revers a punta (peak lapels) e realizzato senza spacchi ( per una linea ancora più aggiustata) da un sarto che vi consiglio di visitare prima che si ritiri in pensione… In quanto i prezzi praticati da Gianni Celeghin (anche includendo i biglietti aerei per le prove) sono relativamente bassi e senza dubbi alla portata di molti di voi. Un gran sarto ingiustamente sottovalutato.

Gianni Celeghin premier essayage

Gianni Celeghin Bespoke tailor Legnano

Gianni Celeghin Bespoke Tailor in Legnano 2

Giacca NUMERO 12 (SEtTEMBRE 2015) : giacca SPORT DRITta « 3 ROLL 2 » iN TWEED – NH SARTORIA MILAN

NH Sartoria è una piccola maison di tailoring tradizionale stabilito nei sobborghi di Milano e che perpetua, con una piccola squadra di sarti esperti, la tradizione della scuola “Pugliese”. Questa scuola è caratterizzata da una spalla leggermente strutturata, restando comunque naturale, ma soprattutto da un lavoro stupefacente all’interno delle giacche tutte realizzate senza alcuna fodera. Ciò vuol dire che le finizioni interne sono molto curate e che la giacca è tanto bella all’esterno che all’interno.

Ho scelto, per questa giacca sport a disegno “campagna”, un bellissimo tessuto in lana spessa realizzato in Tweed di Drapers.

Troverete qui sotto le immagini della seconda prova (le immagini della giacca finita saranno inserite più tardi, in quanto, stranamente, non ho ancora fotografato questo magnifico capo sartoriale).

NH Sartoria Bespoke 1

NH Sartoria Bespoke 2

NH Sartoria Bespoke 3

abito NUMERO 13 (NOVEMBRE 2015) : SMOKING doppiopetto – CIFONELLI BESPOKE

In occasione dell’evento di dedica dell’edizione francese del mio libro “Parisian Gentleman”, che si è svolto da Guerlain sugli Champs Elysées alla fine del mese di novembre, ho, finalmente, deciso, con il mio sarto Lorenzo Cifonelli, di realizzare il primo abito “Black Tie” bespoke della mia vita.

Per questo tassello chiave del mio guardaroba, ho scelto il fantastico tessuto Barathea di Vitale Barberis Canonico in versione “midnight blue” (cioè un blu talmente scuro che sono un occhio molto attento potrebbe capire che non si tratta di uno smoking nero).

Ho ancora scelto il mio modello doppiopetto feticcio di Cifonelli (qui in 4 on 1) con, a dovere, i revers satinati, dei bottoni coperti e un pantalone con una banda satinata lungo la gamba. Ancora una magistrale realizzazione della maison Cifonelli.

Black Tie Bespoke Cifonelli 1

Black Tie Bespoke Cifonelli 2

Black Tie Bespoke Cifonelli 3

abito NUMERO 14 (gennaio 2016) : abito doppiopetto, Righe Tre COlori – DALCUORE NAPOLI BESPOKE

Per il mio primo abito napoletano, ho deciso di fidarmi dell’eccellente (e particolarmente affabile) sarto Luigi “Gigi” Dalcuore, un uomo che apprezzo particolarmente per il suo innegabile talento ma anche per la sua discrezione e la sua eleganza casual. Un momento passato con Gigi è un momento sempre calmo, dolce e piacevole, cosa che, per gli abitudinari, non è sempre il caso dagli altri sarti locali.

L’altra ragione della mia scelta è che la silhouette Dalcuore è evidentemente napoletana (spalla completamente naturale, leggerezza sbalorditiva dell’abito), ma senza esagerazione.

Per questo bell’abito doppiopetto 4 on 1, ho scelto un superbo tessuto a righe multicolore della gamma “Intrepid Mouline” de Vitale Barberis Canonico e dei revers molto generosi (secondo Gigi, i più larghi mai realizzati da lui!), come piacciono a me.

Sono molto contento del mio primo abito napoletano e soprattutto del lavoro di Luigi Dalcuore, un sarto di classe mondiale di cui sentirete parlare spesso in queste colonne.

Costume Dalcuore Bespoke

Pitti Main Picture - Hugo Dalcuore suit

EPILOGO

Sto preparando lo stesso articolo per i cappotti che ho fatto realizzare in questi ultimi mesi (di cui il magnifico cappotto in cachemire bianco/crema di Cifonelli qui di seguito).

Ovviamente, le scelte spiegate in quest’articolo restano assolutamente soggettive e sono state proposte che a titolo d’ispirazione. Queste sono ugualmente (e senza dubbio più che mai) applicabili, in prêt-à-porter.

Spero di tutto cuore che il mio percorso personale potrà esservi utile nella vostra ricerca d’eleganza e eccellenza.

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Traduzione a cura di Giuseppe Manzone (Giu Bespoke Journal).