Una conversazione sullo stile maschile con G. Bruce Boyer

Hugo JACOMET

Una conversazione sullo stile maschile con G. Bruce Boyer

G. Bruce Boyer è, a mio parere, nel nostro settore, uno degli autori più importanti dell’ultimo ventennio.

È un uomo di grande erudizione e d’une classe innata che ho la fortuna, tra l’altro, di contare tra i miei amici (Bruce ha scritto uno delle due prefazioni del mio libro, l’altra è stata scritta da James Sherwood).

Alla fine del mese di maggio, Sonia ed io abbiamo avuto la gioia (e la fortuna) di essere a Toronto al suo stesso tempo e quindi di partecipare alla serata organizzata per autografare il suo libro “True Style” nella boutique dei nostri amici di Leatherfoot Emporium.

Il video del suo intervento è un gioiello di pertinenza, d’umorismo e di buon senso che dovrebbe deliziare sia gli avvezzi sia i nuovi arrivi del nostro mondo di appassionati.

Per permettere, à chi non possiede una sufficiente padronanza dell’inglese, di comprendere a pieno il pensiero di Bruce, abbiamo deciso di proporvi, di seguito, una traduzione in italiano.

 

Perché, per lei, l’artigianato è così importante?

Le grandi firme che producono in massa hanno un solo obiettivo: produrre al minor costo e creare sempre più profitto. Per questa ragione, non esiteranno mai, per esempio, a utilizzare un tessuto di qualità minore continuando, costantemente, ad aumentare i prezzi delle loro nuove collezioni. Come si chiama questo fenomeno? Ah si, adesso mi ritorna in mente, questo di chiama capitalismo !

Un artigiano, d’altro canto, vede le cose in maniera completamente diversa. Non si pone il problema si saper come guadagnare di più o come risparmiare sui costi di produzione.

Si pone una domanda diversa: come posso realizzare un prodotto migliore? O ancora, come posso renderlo più bello? Come posso fare in modo che duri più a lungo? O meglio, come posso dargli un senso? Un vero artigiano consacra tutta la sua vita al suo lavoro e ci mette tutto se stesso.

Vi faccio un esempio per illustrarvi meglio cosa voglio dire: il poeta romantico del 19esimo secolo Heinrich Heine decise, un giorno, di visitare le cattedrali di Francia. E dunque mentre ammirava la Cattedrale d’Amiens in compagnia di un suo amico, quest’ultimo domandò: “perché non costruiamo più edifici del genere al giorno d’oggi?” E Heine rispose: “semplice: le persone che hanno costruito tali cose avevano delle convinzioni. Oggi, noi non abbiamo più delle convinzioni, abbiamo piuttosto delle opinioni, ma non è possibile di costruire una cattedrale con delle opinioni.

Si tratta, esattamente, della differenza che c’è tra noi tutti (riferendosi ai blogger e agli opinionisti in generale) e gli artigiani. Gli artigiani hanno delle convinzioni e consacrano la loro vita al loro lavoro. Nel lavoro di un artigiano esiste una connessione tra il suo spirito, il suo cuore e le sue mani.

Il vero lusso risiede nel riconoscere la qualità.

Quali sono i suoi consigli per costituire un guardaroba di qualità?

Non ho tantissime regole in materia, ma i principi fondamentali che seguo sono i seguenti:

– Acquistare la miglior qualità possibile con il vostro bugdet.
– Conservare i vostri abiti per sempre.
– Impedire alle vostre mogli o compagne di gettarli.

Se acquistate degli abiti classici di qualità, dovrebbero durare nel tempo. Delle scarpe di pessima qualità sono brutte anche quando sono nuove. Delle scarpe di qualità sono belle anche quando sono vissute. Ho un nipote che ha trent’anni e ogni volta che vedo quel monello gli ripeto: “Senti, posseggo delle cravatte che sono più vecchie di te!” Ed è la verità. Ho delle cravatte che hanno più di trent’anni. Sono più belle oggi di quanto non lo fossero quando erano nuove, e sono sicuro che tra dieci anni saranno ancora più belle di quanto non lo siano oggi.

Perché la storia dello stile maschile è importante nella nostra vita ai giorni nostri?

Il fatto ci conoscer il percorso di altre persone nel passato arricchisce la vostra vita. Ciò vi permette di capire meglio il presente. Per alcuni, questo, non ha alcuna importanza, in quanto vivono soltanto il presente. Credo che non ispirarsi al passato sia assolutamente devastante per lo spirito. Si tratta di una malattia ricorrente tra i giovani, che, fortunatamente, l’esperienza riesce, in generale, a guarire.

Uno dei miei libri preferiti, quando ero studente, era un romanzo di Samuel Johnson intitolato “La Storia di Rasselas” che si potrebbe paragonare al Candido di Voltaire.

Si tratta della storia di un ragazzo che scopre la vita e si rende conto che, in realtà, tutti i problemi che gli si presentano sono già stati vissuti (e risolti) da altri in passato. Sono, tra l’altro, sicuro che il sarto di Leatherfoot Emporium, il maestro Signor Francesco, che ho avuto il piacere d’incontrare oggi, vi confermerà che i metodi utilizzati per realizzare i suoi abiti sono antichi di più di cent’anni. I tessuti sono cambiati moltissimo, ma la maniera di cucirli alla mano, quella, non è cambiata.

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Traduzione a cura di Giuseppe Manzone (Giu Bespoke Journal).