La tradizione
ha un
futuro

Hugo JACOMET

La tradizione ha un futuro

Gentlemen,

nessuno può sfuggire. E’ quasi diventata un’epidemia da due anni: il marketing della tradizione è dappertutto.

E, a giudicare dall’ondata di campagne pubblicitarie che mettono in scena laboratori dal livello di polvere e disordine sapientemente orchestrato per un effetto di “autenticità”, questa tendenza non sembra essere destinata ad esaurirsi molto rapidamente.

Allora, ovviamente, come ogni tendenza influente e duratura, così come la logorrea di messaggi pubblicitari sul filone “responsabile” o “eco-impegnato”, questa ossessione degli attuali “pensatori” del marketing mondiale, oltre a confondere le idee più che schiarirle, genera il meglio…come il peggio.

Niente da dire quando, nel caso del settore che ci interessa, storiche maisons come Kiton a Napoli, Richard Anderson o Richard James a Londra, Mariano Rubinacci a Napoli o Oxxford Clothes a Chicago, sottolineano il valore della loro eredità tradizionale e sul savoir-faire dei sarti di cui la produzione prêt-à-porter è un’emanazione. Perché se la qualità c’è, è del tutto naturale far valere i suoi atouts e l’eredità della tradizione in un mondo che, come quello dell’eleganza maschile classica, si sta giusto rimettendo da un lungo periodo di amnesia e accecamento stilistico e sembra riscoprire con stupore la bellezza degli oggetti (semi) tradizionali.

Là dove il taglio sul palato duole è quando la comunicazione diventa semplice “aria fritta” e le parole si trovano svuotate del loro significato…è il caso, ad esempio, dell’appellativo “Savile Row” oggi abusato e messo in tutte le salse agro-dolci, per non dire parigine, milanesi o orientali, da attori che non hanno mai bevuto una birra al Burlington Arms all’angolo di Bond Street il venerdì sera verso le 17h…ed è ancora più vero per gli appellativi non protetti di Bespoke o su-misura, come spesso abbiamo fatto notare sulle nostre colonne.

Questi usurpatori della tradizione altrui sono tuttavia facili da smascherare perché è noto che la tradizione, quella vera, e l’esagerazione visiva e semantica non sono mai andate d’accordo. Quindi, ogni annuncio verboso e rumoroso di grande savoir-faire tratto dalla “centenaria tradizione dei grandi sarti napoletani” è ontologicamente sospetto, soprattutto se tutto questo ben-di-Dio in questione viene proposto a 190 euro. Un habitué del marketing d’assalto non potrà in effetti impedirsi di decantare le virtù di prodotti che, per definizione, non possono lasciare che sia la qualità stessa parlare. Cacciato il naturale, riparte all’assalto.

La buona notizia, tuttavia, è che il netto aumento di interesse del consumatore per i prodotti tradizionali e la vera qualità è davvero reale e produce ugualmente, grazie a Dio, delle eccellenti sorprese, in particolare fra i giovani imprenditori francesi impegnati nell’affascinante e dinamico mondo dell’eleganza maschile.

Sì, sì, avete ben letto: i giovani imprenditori francesi in questo campo fanno innegabilmente prova di una bella creatività e di un impegno in favore della qualità che è un piacere a vedersi, soprattutto nel clima economico della Francia dove il pessimismo confina spesso con la rassegnazione…

Ed ecco quattro esempi, fra molti altri, che giustificano largamente il nostro ottimismo in materia: Mes Chaussettes Rouges, Duke and Dude, Monsieur London e De Bonne Facture. Quattro imprese giovani (l’ultima citata sta ancora cercando i primi distributori), installate a Parigi (per due di queste) a Tolosa e a…Londra, create da giovani francesi e che, in modi molto diversi, stanno tutte dimostrando che la tradizione e/o la qualità, così come un approccio sincero e una comunicazione giusta sembrano avere un grande avvenire.

Iniziamo dai nostri amici, già conosciuti dai lettori di PG, di Mes Chaussettes Rouges (http://www.meschaussettesrouges.com)

Questo piccolo e-store fondato qualche anno fa da due giovani imprenditori francesi a partire da un’idea eccellente: la distribuzione esclusiva delle calze Gammarelli, piccola e storica sartoria per ecclesiastici, installata a Roma e fornitrice ufficiale del Vaticano, in particolare per quanto riguarda le calze rosse e porpora. Bisogna ammettere che in materia di marketing e tradizione, è difficile fare di meglio che il Vaticano!

Al di là del piccolo colpo di genio comunicativo e del nome -unico- scelto, questa piccola maison ha dimostrato rapidamente che esiste un mercato molto dinamico (e mondiale) per le calze di qualità su internet…ma anche in negozio, dato che i due fondatori hanno aperto poco tempo fa, in periodo di Sede Vacante, la loro prima boutique parigina, al 9 di via César Franck nel 15ème arrondissement.

Oltre ai prodotti Gammarelli, che restano il best-sellers, la giovane maison ha ugualmente sviluppato la versione “verde” in collaborazione con il nostro amico sarto Alain Stark, dell’Académie Française (gamma Mazarin) prima di distribuire il meglio della produzione europea di calze di qualità (Bresciani, Gallo, Doré-Doré), fra cui una gamma di calze tecniche per la caccia, lo sci, per il trekking e anche l’equitazione. Abbordabile, ispirato e giooso.

Secondo esempio, la (molto) giovane maison Duke & Dude (http://dukeanddude.com) della quale avevamo già avuto modo di parlare.

Anche qui, tutto parte da un’idea molto semplice: la cronica mancanza di eleganza dei pantaloni da sport (o tagliati male, o eccessivamente connotati) e il bisogno di molti uomini (il vostro umile servitore in testa) di non sacrificare la loro eleganza e di sentirsi dunque a proprio agio anche quando praticano uno sport o fanno la scelta del confort casual nel fine settimana.

Ne risulta una gamma molto riuscita di pantaloni ibridi, dai tagli molto elaborati e dai tessuti insolti per questo tipo di abiti (jersey di cotone, lana) e dalle rifiniture raffinate, adatte a sedurre molti uomini, giovani o meno giovani, alla ricerca di un abile compromesso fra stile e comodità. Un inizio molto promettente per questa giovane start-up installata a Tolosa che ha appena realizzato la sua seconda collezione.

Terzo esempio, il “negozio generale per gentlemen” online, Monsieur London (http://fr.monsieurlondon.com), fondato, ma questa volta a Londra, sempre da due giovani imprenditori francesi.

Questo negozio online propone un’abile selezione di accessori maschili di tradizione, di buona qualità e a delle tariffe molto accessibili, fra i quali in particolare una bella piccola gamma di cappelli e una minuscola gamma di pelletteria particolarmente originale e ben riuscita.

Un e-store interessante che vi invitiamo a scoprire online o, per quelli fra voi che risiedono a Londra, in occasione dell’evento-apertura della prima boutique “pop-up” del marchio a Londra dal 15 al 21 aprile nel quartiere di Dalston. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito di Monsieur London.

Ultimo esempio: il progetto (dato che l’impresa è davvero agli albori) della giovane Déborah Neuberg, che lavorava nella divisione seta femminile della maison Hermès, battezzato De Bonne Facture (http://debonnefacture.fr).

Amiamo molto (ma davvero molto) qui a PG l’idea alla base di “De Bonne Facture” dato che va fino in fondo al tentativo di portare al grande pubblico la qualità e i metodi di fabbricazione artigianali. In effetti, più che accontentarsi di spiegare dove e come i prodotti sono fabbricati (cosa già degna di nota), “De Bonne Facture” ha scelto di sostituire il “made in” con il “made by”, selezionando in tutta la Francia dei laboratori artigianali che co-firmano le creazioni della maisons…

Ne risulta una prima piccola collezione d abiti detti “basici” (camicie, pulls, cravatte, pantaloni, bretelle) di buona fattura, discreti e di elegante semplicità, realizzati in laboratori artigianali scelti con cura dalla giovane Deborah…

© Redingote (http://redingote.fr) per le foto qui sotto

Un’iniziativa degna di nota che abbiamo deciso qui a PG, di sostenere e sulla quale vi invitiamo da ora a dedicare la vostra attenzione, in particolare quella di chi lavora nel settore (numerosi a leggerci qui), per permettere alla maison De Bonne Facture di prendere lo slancio che merita.

Qualità, artiginato, tradizione, trasparenza dei discorsi, sforzo di educazione e originalità dei prodotti…il tutto da giovani imprenditori francesi. Non è bella la vita?

Cheers, HUGO.