L'eleganza e
l'arte della
fumatura

Hugo JACOMET

L’eleganza e l’arte della sfumatura
Gentlemen,

continuiamo oggi la nostra passeggiata semantica estiva nel emraviglioso mondo delle parole che delineano, esprimono, forgiano e tentano di tradurre le impressioni, le emozioni e le altre sensazioni estetiche legate al nostro universo di esteti appassionati. E questa sera, ci avviciniamo (la parola è debole) a quello che ritengo una delle parole più importanti del nostro Pantheon linguistico: “Sfumatura“.

Sfumatura è una forma derivata dal latino “exfumo”, ossia la particella “ex” (fuori di) preposta a fumo, propriamente esale, mandare di fuori il fumo, o il vapore, digradare e confondere dolcemente il chiaro con lo scuro, allo stesso modo del fumo che si dilegua nell’aria.

La sfumatura caratterizza la ricerca della giusta gradazione, dell’accordo fra i colori.

La sfumatura è lo scarto delicato fra due delizie. E’ la parola trovata per dire senza andare nel volgare. E’ la sfumatura che v’è nello sguardo fra il desiderio e il rispetto…

Tintori, sarti, calzolai, pittori, tapezzieri, tutti i conoscitori di sfumature, sfumatura del lingaggio, suprema sfumatura che consiste nel trovare nelle sfumature del vocabolario la parola nascosta sotto l’arcobaleno del tempo.

Cheers, HUGO.