Le parole dell’eleganza. L’eleganza delle parole

Hugo JACOMET

Le parole dell’eleganza. L’eleganza delle parole

Gentlemen,

da un po’ di tempo ormai riflettevo sull’opportunità di pubblicare una piccola serie integralmente consacrata alle parole che utilizziamo nel nostro tentativo disperato (e indubbiamente vano) di descrivere e di definire l’eleganza così come la percepiamo quando, per fortuna, la incontriamo, spesso in modo inaspettato.

L’idea di questa piccola serie non è assolutamente quella di compilare l’ennesimo glossario di termini tecnici il cui interesse si rivelerebbe, tutto sommato, abbastanza limitato, se non per gli aspiranti professionisti nel mondo della sartoria o della calzoleria.

L’idea è un qualcosa di più simile a un vagabondaggio, ad una passeggiata in un campo semantico di grande ricchezza che ci permetterà di andare oltre la semplice descrizione di oggetti amati e di dare un nuovo spessore al nostro soggetto d’elezione.

Ho quindi deciso questa mattina molto calma di inizio agosto, di lanciarmi in questa nuova avventura e per la quale ho selezionato una prima serie di parole che mi sono sorpreso ad utilizzare spesso e che ho voglia di analizzare a fondo. Si tratta di : Sottile, Bellezza, Tatto, Brillante, Sfumatura e Chic.

Da oggi pomeriggio, inaugureremo questa serie con una parola associata spessissimo alla Francia, che in realtà proviene…dalla Germania: Chic, in origine più berlinese che parigino.

Wir sind Berliner!

Cheers, HUGO