La guida dei
sarti siciliani,
una bellissima
iniziativa

Hugo JACOMET

 

Gentlemen,

oggi vogliamo salutare l’iniziativa (e il lavoro di precisione impressionante) del nostor amico Juhn Maing, globe-trotter emerito ed editore di un blog che apprezziamo molto presso PG, e con il quale intratteniamo un’eccellente relazione:  SLEEVEHEAD.

Questo e-book è il primo del genere a catalogare le sartorie su misura siciliana proponendo non solo dei reportages molto documentati maison per maison, ma anche tutto ciò che bisogna sapere per preparare il vostro viaggio nel caso vogliate farvi realizzare un completo in una di queste bellissime maisons tradizionali.

Anche se, come sappiamo tutti, l’Italia rimane un vero e proprio Eldorado per gli amanti dell’arte sartoriale tradizionale con decine di luoghi di eccellenza ancora in attività (in particolare a Napoli), il valore delle sartorie siciliane è largamente sottostimato, in particolare in confronto a quello dei sarti napoletani, romani o milanesi.

Pochi dei nomi della “hall of fame” insulare ci sono familiari: Guido Davi, Giuseppe Ferina, Giuseppe Zacco, Nello Caponetto, Salvatore Giuffrida, Vittorio Palmisciano, Sebastiano Savoca, Pipo Arrigo e i Fratelli Gorgone.

Senza entrare nel dettaglio, lo stile siciliano si caratterizza innanzitutto per un gusto molto pronunciato per le stoffe ultra-leggere e fluide (questo è legato, inevitabilmente, al clima mediterraneo dell’isola, dove fanno raramente meno di 15 gradi, anche in inverno, e dove le temperature possono essere elevatissime il resto dell’anno), e da una costruzione della giacca molto vicina alla tradizione napoletana, con spalle naturali se non “cascanti” (poco o senza padding). Per ciò che concerne i pantaloni, lo stile siciliano è più marcato, con tagli più aggiustati, e decisamente più stretti.

Si tratta di una iniziativa eccellente del nostro amico Juhn alla quale non possiamo non riconoscere il suo valore, tanto è il risultato di un lavoro estremamente serio e minuzioso.

Cheers, HUGO