Elogio
dell’orizzontalità

Hugo JACOMET

 

Gentlemen,

da qualche settimana mi sorprendo a portare sempre più spesso la sola camicia a righe orizzontali che possiedo –una Marc Guyot a righe abbastanza larghe grigie, con colletto e polsini bianchi- dato che la trovo, nonostante i miei pregiudizi iniziali non solo d’effetto, ma anche versatile e abbastanza facile da portare.

Avevo preso l’abitudine, fino a poco tempo fa, di portarla esclusivamente nei fine settimana, senza cravatta e sotto una giacca casual, pensando che l’inevitabile somiglianza con i maglioncini stile “marino” mi impedisse di indossarla durante la settimana con completo e cravatta.

Qualche settimana fa, di maniera quasi fortuita, decisi di seguire l’ispirazione di indossarla con un completo grigio su misura, abbinandola con una cravatta sette pieghe a quadratini neri e bianchi: devo ammettere che il risultato mi colpì decisamente. Mi trovavo di fronte a un vero e proprio ossimoro stilistico, che definirei come “originalità discreta”, e da allora ho iniziato a riflettere sull’opportunità di allargare la mia collezione personale di camicie a righe orizzontali.

Questa settimana mi lancerò nell’avventura di farmi fare su misura un po’ di camicie questo tipo e sperimenterò diverse larghezze di righe, tipi di colletto e polsino e di tessuto.

Nelle prossime settimane condividerò con voi qualche fotografia della mise di cui parlavo all’inizio dell’articolo e vi renderete conto di come si tratta di una scelta piuttosto sottovalutata. Purtroppo è abbastanza difficile da trovare come tipologia di camicia (personalmente credo che l’unico che le commercializzi in Francia sia l’infaticabile e audacissimo Marc Guyot).

Tenete però a mente la regola per la quale qualsiasi riga orizzontale è fortemente sconsigliata ai gentlemen che hanno qualche chilo di troppo, e che resta valida anche per le camicie…

A tutti gli altri, e non solo a chi tra di voi ha bisogno di apparire un po’ più massiccio, consiglio di tentare questa interessante esperienza. Insolita, certo… ma dopo tutto, siamo abituati a sperimentare, no?

Cheers, HUGO