La maison Cifonelli :
il bespoke del XXI
secolo (seconda parte)

Hugo JACOMET

La maison Cifonelli: il bespoke del XXI secolo (seconda parte)

 CHIACCHIERATA CON LORENZO CIFONELLI

 Parisian Gentleman:

Ha preso le redini dell’impresa con vostro cugino Massimo nel 2003, dopo aver iniziato a lavorare per l’atelier di famiglia nel 1993. Ha notato un’evoluzione della clientela della vostra maison durante questi anni?

Lorenzo Cifonelli:

Indubbiamente. All’epoca nella quale ho iniziato la mia carriera, la nostra maison aveva la reputazione d’essere classica, seria, discreta, se non addirittura confidenziale, e la maggioranza della clientela era composta da signori cinquantenni, che vestivano su misura chi per tradizione familiare, chi per esigenze particolari di corporatura.

All’epoca producevamo molti completi, ma la clientela era decisamente più ristretta rispetto ad oggi. Non era raro, infatti, che un solo cliente ci ordinasse dieci o quindici completi in una volta sola. Oggi, sebbene abbiamo ancora qualche cliente (ultra)fedele che ci ordina molti completi, la nostra clientela è diventata decisamente più varia, sia per età che per portafoglio.

PG:

Chi sono questi nuovi clienti?

LC:

Si tratta di una clientela che è complessivamente ringiovanita di anno in anno e che si veste su misura non più per obbligo, ma per scelta. Oggi l’80% dei nostri clienti potrebbe vestire tranquillamente prêt-à-porter.

Al contrario, quindi, della clientela “storica”, questa (per età, mediamente, sui quaranta) non ci richiede che pochi pezzi per anno, ma dal punto di vista del gusto estetico e dell’educazione nel campo  dell’abbigliamento è decisamente molto più esigente.

Vi sono anche dei giovani trentenni appassionatissimi, che vengono ad ordinare il loro primo completo bespoke da noi proprio perché cercano molto presto di crearsi un loro stile personale. Si tratta di un tipo di clienti che gusta in maniera ponderata le gioie dell’abito su misura, con esigenze stilistiche molto raffinate e non assolutamente paragonabili con quelle della clientela classica

PG:

Il netto emergere di questa nuova clientela è, secondo lei, un naturale “movimento” del mercato o si tratta invece di una diretta conseguenza dell’apertura della vostra maison ad uno stile più contemporaneo?

LC:

E’ ormai innegabile la tendenza di un numero sempre più grande di uomini ad interessarsi a tutto ciò che riguarda il proprio stile, e anche la ricerca di trovarne uno personale.

Tuttavia, penso che il progressivo ringiovanimento della clientela sia direttamente legato all’evoluzione della nostra maison, con aperture a linee più audaci, più moderne, e soprattutto una maggiore attenzione alle necessità, in piena evoluzione, dell’uomo di oggi.

Quando io e mio cugino abbiamo preso in mano i destini dell’impresa di famiglia abbiamo cominciato, ad esempio, a viaggiare molto per sviluppare una clientela in Giappone, negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei. Ed inevitabilmente quando si hanno meno di trentacinque anni (come noi all’epoca) si è permeabili alle tendenze stilistiche e, soprattutto, alle esigenze di una clientela nuova, che non è disposta a rinunciare all’eleganza qualunque siano le condizioni in cui veste i propri completi.

Ed è così che progressivamente i nostri tagli e le nostre linee sono evolute, pur conservando i grandi fondamenti di qualità e di precisione che hanno fatto la reputazione della nostra maison. Perché, quali siano le tendenze in atto, una cosa resta immutabile e assolutamente non negoziabile: la perfezione delle linee. E questa perfezione, oggi, non è raggiungibile, tecnicamente, se non attraverso il bespoke e una produzione tradizionale, ovviamente a mano.

Le tendenze passano, la linea resta.

PG:

E dunque questa linea Cifonelli che fa sognare un gran numero di eleganti è un’eredità diretta delle vostre origini italiane?

LC:

Lo stile Cifonelli nella sua originalità è stato forgiato, secondo me, prendendo il meglio di tre grandi tradizioni sartoriali:

-la tradizione italiana, indubbiamente molto attenta allo stile, alla portabilità, alla naturalezza, sebbene a volte a scapito della qualità.

-la tradizione britannica, dalla marcata impronta marziale, che offre abiti decisamente molto strutturati, questa volta rischiando di sacrificare il comfort.

-la tradizione francese, della quale Claude Rousseau (che terminò la sua carriera lavorando proprio presso di noi) fu un degno rappresentante, e che è orientata su un’altra dimensione: la cura del dettaglio, la qualità delle rifiniture, dei rinforzi, delle asole …

Credo che noi Cifonelli siamo riusciti a fondere molto bene il meglio di queste tre visioni dell’abbigliamento maschile. Mio nonno era stata educato all’arte del taglio in Inghilterra all’inizio del secolo, ed è riuscito molto rapidamente a unire al savoir-faire britannico la sua sensibilità italiana. Poco dopo la decisione di installarsi in Francia l’ha portato ad aggiungere il tocco francese al suo stile: è allora che è nato lo stile Cifonelli. Tra l’altro, ad esempio, utilizziamo ancora le once come unità di misura!

PG:

Entrando un po’ nel dettaglio, ci dica qualcosa riguarda a quella che è la vera e propria firma della maison: questa famosissima spalla che Karl Lagerfeld diceva di poter riconoscere da cento metri di distanza …

LC:

Riguardo all’aneddoto, è uno dei nostri clienti americani che ci riportò questa affermazione di Lagerfeld, letta per caso un quotidiano oltre-oceano. Senza di lui non ci saremmo nemmeno accorti dell’apprezzamento ricevuto, peraltro rapidamente diffusosi all’interno della stampa.

In effetti, il lavoro sulla spalla è importantissimo da noi e la spalla Cifonelli è senza dubbio molto particolare: si tratta di una spalla montata abbastanza in avanti, in modo da snellire la silhouette conservando un aspetto molto maschile, molto virile.

Questa spalla è frutto di una tecnica di montaggio che è solo nostra, e che perpetuiamo da dei decenni (la manica viene riportata dentro bagnata con il ferro rovente).

Ma anche se è questo l’elemento del quale più si sovente si parla, lo stile Cifonelli non si limita a questa spalla: i nostri completi presentano, ad esempio, un petto piccolo, e le giacche sono più corte davanti che dietro. La nostra ossessione è sempre la stessa: la linea, che deve snellire la silhouette mantenendosi nel contempo molto maschile.

Diamo anche una grande importanza ai dettagli e alle rifiniture: le nostre asole sono tutte realizzate con del filo milanese arrotolato (più difficile da lavorare) e i nostri revers sono oggetto di un lavoro particolare, con un posizionamento molto alto dei crans.

Ma non dimentichiamo che tutto questo è legato in maniera indissolubile alla morfologia dei nostri clienti e che è parte integrante dello stile Cifonelli l’ascolto, i dialogo e le scambio di opinioni con coloro che ci affidano la fantastica missione di renderli il più eleganti possibili. Anche se, infatti, la nostra maison possiede un suo stile particolare, non bisogna dimenticare che, prima di tutto, noi siamo dei sarti di tradizione.

PG:

C’è un pezzo che avete realizzato e del quale siete particolarmente fiero?

LC:

Non sono fiero di un pezzo in particolare, perché l’orgoglio nel nostro mestiere è direttamente legato alla soddisfazione totale della clientela.

Attualmente realizziamo, con una équipe di trentacinque persone installate nel laboratorio di via Marbeuf (la più grossa équipe per una sartoria bespoke in Francia, ndr) circa ottocento completi ogni anno, e questo per una clientela molto più eterogenea rispetto ad una volta. E per un sarto bespoke ogni completo è una creazione avente come fine la perfezione.

Quindi mi è impossibile designare un completo piuttosto che un altro come il meglio riuscito, dato che è un obbligo cercare di rendere ogni completo il migliore per ogni sarto che si rispetti.

In compenso, abbiamo sviluppato recentemente una linea di abbigliamento meno formale che ci ha aperto una clientela totalmente nuova, aperta alle creazioni più audaci.

PG:

Nel 2007 avete deciso di rilanciare la boutique situata sotto l’atelier di via Marbeuf e di proporre un’offerta di prêt-à-porter tradizionale e di abbigliamento su misura di fascia intermedia. Perché questa decisione, e quali sono le particolarità dei prodotto offerti in questa boutique?

LC:

L’idea che ci ha portato a rinnovare e a riaprire questa boutique è semplice: aprire il marchio Cifonelli a una clientela più larga e proporre un’offerta di abbigliamento di alta tradizione a dei prezzi decisamente interessanti in rapporto alla qualità dei prodotti.

E anche se non si tratta di abbigliamento su misura, si tratta sempre di Cifonelli per quanto riguarda la qualità: le linee dei differenti modelli di giacca o cappotto sono disegnate da noi stessi e sono fabbricate a Parma in un atelier tradizionale di grande qualità. Inoltre, la vicinanza fra boutique e laboratorio artigianale bespoke permette ai nostri clienti una scelta di tessuti considerevole e una qualità nei ritocchi e nelle rifiniture coerente con la nostra immagine di maison d’eccellenza. Così per un budget di circa duemila euro i nostri clienti hanno accesso a dei completi di alto livello e possono in un certo senso assaggiare il marchio.

D’altra parte osserviamo come la boutique divenga una sorta di trampolino, di luogo dove effettuare il passaggio fra prêt-à-porter di alto livello e il bespoke. Esiste quindi una visione coerente che unisce queste due tipologie, sebbene attualmente le due clientele restano nettamente differenti: per passare al bespoke sono necessari i mezzi economici e senza dubbio molta pazienza, il che pare anacronistico in rapporto allo stile di vita dell’uomo del XXI secolo!

PG:

Sappiamo che lei è una vera e propria star in Giappone, e ciascun spostamento in loco diventa un vero e proprio avvenimento. Potete dirci qualcosa di più sui vostri progetti di sviluppo all’estero?

LC:

Prima di tutto, abbiamo sviluppato una clientela bespoke nel mondo intero (Giappone, USA, Europa) basandoci su un principio molto semplice: mi sposto a intervalli regolari in certi paesi e Massimo in altri per prendere delle misure e fare delle prove.

D’altra parte, abbiamo sviluppato da qualche anno una collaborazione molto fruttuosa in Giappone con Isetan, la prestigiosa catena di negozi di lusso lì, nei quali abbiamo molti “corners”.

Il popolo giapponese è estremamente erudito in materia di eleganza maschile e il nostro marchio è adatto ai più esigenti fra gli eleganti locali.

Forti di questa eccellente collaborazione con i nostri soci giapponesi, stiamo attualmente riflettendo sulla possibilità di installare lì un laboratorio bespoke diretto da Parigi da noi stessi (attraverso un sistema molto preciso di fotografie) per realizzare completi lì. Non si tratta che di un progetto, ma le possibilità che veda il giorno sono molto elevate, data la grandissima qualità dei nostri partner locali.

Negli Stati Uniti, lavoriamo da un certo periodo ad alcuni progetti, fra cui uno, molto originale, in un appartamento di Manhattan. Spero di essere in grado di darvi delle novità su questo progetto nei mesi a venire.

Infine, data la sempre maggiore attenzione ricevuta dalla stampa (Vogue, The Rake, GQ, Monsieur, Uomo Japan, Men’s Ex), stiamo riflettendo su come riuscire a migliorare la distribuzione su scala mondiale, senza però perdere nulla della nostra anima e delle nostre esigenze in termini di qualità.

© Parisian Gentleman / Fotografie: Andy Julia.